Ricky

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

 

 

 

Riccardo Orsi è stato uno dei miei allievi più interessati alla discussione filosofica, in classe con i suoi compagni di 4C, con il piacere di rubare il tempo alle lezioni più scolastiche e alle verifiche, alle quali voleva comunque spesso partecipare e con grande impegno. Lo appassionava specialmente la politica e la morale, questioni sulle quali ci stuzzicavamo amabilmente e ogni occasione era buona per confrontarsi. A volte ci sorprendeva tutti per la velocità dei suoi interventi che anticipavano, con un’intuizione al volo, puntuale e profonda, tutto il seguito della mia argomentazione. Non aveva tanto tempo da perdere il nostro amatissimo Ricky. E’ stato un anno intenso, quest’ultimo, pieno di esperienze sia a scuola sia con l’Isforcoop. Viaggio d’istruzione a Firenze con tutti, con la prof.Bruno e con la sua adorata mamma, un giorno di stage presso una scuola dell’infanzia, la festa per i 18 anni in classe, le paraolimpiadi e le medaglie con la prof.Patrignani, il campo di una settimana da solo a fine anno, i momenti di crescita e di proiezione nel futuro, consapevole delle difficoltà, ma pieno di positività. Ricordo l’esperienza dello stage: nell’organizzarla con la prof.ssa Sara Cappellini Maggiore e con l’educatrice Giorgia Ciulla, temevamo che potesse perdere l’equilibrio e avevo raccomandato che interagisse con i bambini della scuola dell’infanzia da seduto. E’ stata una mattinata felice, con Monica e con Ruben e soprattutto con i bambini che gli sono venuti intorno per ascoltarlo raccontare una storia e poi per cantare insieme. Uno addirittura ha voluto andargli in braccio e Ricky il giorno dopo, visibilmente commosso, mi ha detto. “Sono felice, prof, grazie, per un attimo ho provato tutto il calore e la gioia di un padre!”. Ricky era un grande, pronto alla vita, pieno d’amore. Spero di poter abbracciare la sua mamma di cui porterò sempre nel cuore il ricordo.

Genova, 14 Luglio 2019

Stefania Fabris

 

"Ave magistra", con queste parole mi accoglievi in classe ogni mattina ed io ti rispondevo "Ave discipule". Quante risate insieme, la tua simpatia, la tua ironia, rendevano più liete le ore di lezione. Come dimenticare le tue schermaglie con Lorenzo per la diversa fede calcistica, o la tua passione per la musica, le tue battute divertenti al ristorante a Firenze e le partite a Uno la sera in albergo durante il nostro viaggio di istruzione.

Caro Riky, ci hai dato e insegnato tanto, sono orgogliosa di averti avuto come alunno, sarai sempre nel mio cuore.

Paola Bruno

 

Leggendo le vostre belle parole a voce alta si sono commossi sia mio marito che mia figlia; io purtroppo avevo Riccardo in classe solo un'ora a settimana, ma era contento di poter fare inglese facendosi grasse risate quando bisticciavo con Ruben o con Gabriele. A ricreazione si parlava di Sampdoria e di musica classica...ancora non ci credo, oggi ho provato davvero un vuoto nel cuore.

Monica Fabbri

 

Gli occhi che cercano, mentre le orecchie ascoltano attente. La bocca che sorride mentre le mani si muovono curiose. Questo sei tu Ricky, tra i banchi a scuola, con i compagni ,con gli insegnanti, nel mondo. Il tuo essere sempre allegro, sempre gentile, sempre presente. Il tuo instancabile desiderio di farcela, di metterti in gioco, di ridere. Così sei stato, sei e sarai, come ti dicevo sempre..il mio scienziato preferito.
Prof Sara Arena

 

 


Pubblicata il 15 luglio 2019

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