Il libro della settimana

Aime, Marco, Borzani, Luca, Guida minima al cattivismo italiano, Milano, Elèuthera, 2020

Gli italiani sono cambiati, e, putroppo, non proprio in bene. La mutazione antropologica, che l'unicità del genio di Pasolini aveva intuito negli anni sessanta, è oggi del tutto evidente e ha perfino tratti peggiori di quelli previsti. In Italia sono stati anticipati molti dei processi tipici di un individualismo egoistico, difensivo e consumista, che oggi caratterizzano gli U.S.A. e gran parte dell'Europa, incrinando le democrazie affermatesi nel corso dei secoli. Da dove parte questa deriva? Gli autori individuano il 1989 quale data che, da un lato  non ha mantenuto le promesse e che, anzi, ha accentuato gli effetti negativi della globalizzazione spietata del pianeta.

In questo senso l'immigrazione è davvero il fenomeno che in modo più evidente permette di leggere il cambiamento delle culture degli italiani. Non l'unico, ovviamente. Ma l'immigrazione svolge una «funzione specchio» capace di rivelare la natura della società di accoglienza, portando alla luce ciò che è latente, un inconscio sociale lasciato nell'ombra. 

Un viaggio nello «stordimento civile» del paese tra un buonismo troppo spesso astratto e di facciata e un cattivismo rampante in cerca di un capro espiatorio. Meglio se nero. Un viaggio tra vecchi e nuovi miti del nostro immaginario collettivo, di cui è bene essere consapevoli, anche per provare a trovare un qualche antidoto.

Prefazione di Donald Sassoon.

Buona lettura!

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