Il libro della settimana

Geraci, Silvia, L'ultimo degli Ebrei. Jacques Derrida e l'eredità di Abramo, Sesto San Giovanni, Mimesis, 2010.

Da un certo punto della sua vita Derrida ha usato definirsi come "l'ultimo degli Ebrei". Voleva così fare emergere la sua origine di ebreo algerino di lingua francese. Questo lavoro legge l'opera del filosofo sotto l'ottica dei suoi rapporti con l'ebraismo e , più in generale, con le religioni monoteistiche. Per comprendere il carattere paradossale di tale rapporto, al tempo stesso assunto e negato, appare decisiva la figura del marrano, l'ebreo che, in segreto, custodisce una tradizione a tal punto contaminata da divenire irrecuperabile. Alla luce del confronto serrato e costante con il pensiero di Lévinas, ma anche del rapporto con il pensiero di Heidegger, tale eredità si mostra irriducibile sia ad un orizzonte religioso, sia ad una illuministica secolarizzazione. Derrida intende piuttosto riaffermare, al di là di ciò che "religione" e appartenenza religiosa significano, il primato di una fede che, al fondo anche di ogni sapere, ci affida all'altro.

Buona lettura!

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